Il casting per la panchina dell’Italia entra nella sua fase decisiva, tra clamorosi rifiuti, bracci di ferro istituzionali e un nome totalmente nuovo che spariglia le carte.
Il grande sogno sfuma: le parole di Pep Guardiola
La suggestione che aveva fatto sognare milioni di tifosi italiani è (quasi) ufficialmente, e al netto di clamorosi colpi di scena, tramontata. Pep Guardiola ha chiuso definitivamente le porte a un suo sbarco sulla panchina azzurra. Dopo l’addio al Manchester City, il tecnico catalano ha voluto chiarire la sua posizione, esprimendo la necessità di fermarsi per un periodo di totale stacco dal rettangolo di gioco. “Amo il calcio, ma è il momento di una pausa. Voglio provare a scoprire la vita“, ha dichiarato l’allenatore.
Le speranze della FIGC e di Malagò si sono scontrate non solo con i costi astronomici dell’operazione, ma soprattutto con la ferma volontà di Guardiola di ricaricare le pile lontano dalle pressioni mediatiche. Anche il Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha spento gli entusiasmi per una soluzione estera, sottolineando la necessità di valorizzare le eccellenze italiane.
Il duello Mancini-Pirlo e il “nodo” Malagò
Con Guardiola fuori dai giochi, la corsa alla successione di Gennaro Gattuso si è ristretta a un duello ad altissima quota che vede contrapposte due diverse anime della Federazione. Da un lato c’è la forte spinta di Paolo Maldini e dell’advisor Leonardo, che hanno individuato in Andrea Pirlo il profilo ideale per aprire un ciclo giovane e basato sul possesso palla, proiettato verso il Mondiale 2030.
Dall’altro lato c’è la figura del neo-presidente Giovanni Malagò, che spinge per un ritorno d’esperienza immediata come quello di Roberto Mancini, già Campione d’Europa nel 2021. Malagò si trova nella complessa posizione di dover mediare tra la sua preferenza per l’usato sicuro e la forte ascesa di Pirlo, fortemente sponsorizzato dall’area tecnica e attualmente legato agli emiratini dello United FC.
La sorpresa di Tuttosport: spunta Raffaele Palladino
Mentre i riflettori sono tutti puntati sul dualismo tra l’ex regista e il “Mancio”, l’indiscrezione lanciata da Tuttosport ha rimescolato l’intero scenario dei candidati. Per la panchina azzurra è infatti spuntato un nome totalmente inedito e mai entrato prima d’ora nei radar della Nazionale: Raffaele Palladino.
Il giovane tecnico, reduce dalle esperienze con Fiorentina ed Atalanta, rappresenta la classica “terza via” di rottura rispetto alle soluzioni più blasonate. Apprezzato per la sua modernità tattica e per la capacità di lavorare con i giovani calciatori, Palladino viene considerato un profilo fresco, in grado di sposare perfettamente la linea verde che Maldini e Leonardo vorrebbero imprimere a tutto il sistema delle selezioni azzurre.
La sua candidatura, sebbene al momento considerata un’alternativa di rincorsa, potrebbe guadagnare rapidamente terreno qualora le trattative principali dovessero incagliarsi sui nodi legati agli ingaggi o alle clausole di liberazione dai rispettivi club.










