Da blogger a vice allenatore: la storia di Renè Maric

calcio04/04/2020 • 10:34
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Ogni amante del calcio ha il sogno nascosto, fin da bambino, di entrare in questo mondo a livello professionistico. Questo era il sogno anche di Renè Maric, un sogno seppellito molto presto a causa di gravi problemi di salute. Ma il 27enne austriaco non ha mollato e alla fine nel calcio professionistico ci è arrivato davvero, anche se in una maniera un po’ insolita. Questa è la sua storia di un blogger diventato allenatore, la storia di Renè Maric.

Da blogger a vice allenatore in Bundesliga, la storia di Renè Maric ha dell’incredibile. Austriaco, 27 anni, Renè ha abbandonato il sogno di diventare calciatore molto presto. Un tumore osseo, due lesioni al legamento crociato, una frattura pelvica e una alla clavicola lo hanno costretto a dire basta ancora molto giovane. Un amante del calcio a tutto tondo Renè, un vero e proprio studioso di tattica, tanto da creare nel 2011 un blog di analisi del gioco sul portale Spielverlagerung.de. Insieme ad altri amici universitari (lui studiava psicologia), offriva analisi tattiche su partite, allenatori e metodologie di allenamento. Un lavoro preciso e puntuale di cui Maric, che allenava un piccolo club a nord di Salisburgo, andava molto fiero. Un lavoro che non passò inosservato.

Da Tuchel a Rose: il blogger Maric allenatore

Il primo a contattare Maric fu l’attuale allenatore del Psg, Thomas Tuchel: era il 2012 e l’allora tecnico del Mainz era rimasto affascinato dal minuzioso lavoro dello psicologo studioso di calcio. Due ore di colloquio e la decisione di mettere Renè sotto contratto fino alla fine della stagione. Poi altre esperienze con il Bayer Leverkusen ed il Brentford, fino all’incontro con Marco Rose, ai tempi allenatore del Red Bull Salisburgo. “Mi contattò come fece Tuchel, discutemmo più volte di tattica e allenamento, fino a quando diventai un po’ sfacciato e trovai il coraggio di chiedergli se gli servisse un assistente per la stagione successiva“, racconta Maric. Era il 2016 e lì nacque una collaborazione che prosegue ancora adesso sulla panchina del Borussia Mönchengladbach. Dice di lui Rose: “Renè legge il gioco in maniera molto rapida, ed è in grado di analizzare entrambe le squadre contemporaneamente“. “Se non avesse funzionato, allora probabilmente avrei lavorato come psicologo e avrei formato una squadra amatoriale da qualche parte“, racconta il diretto interessato. Invece ha funzionato e lui nel calcio professionistico ci è arrivato davvero. Dalla teoria al campo, passando per ore di accurato studio del gioco, inseguendo un sogno. Ah, il blog esiste ancora, se qualcuno volesse provarci…

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