L’eventuale approdo di Antonio Conte sulla panchina del Manchester United rischia di trasformarsi in un clamoroso fallimento tattico e gestionale. A lanciare un severo monito nei confronti della dirigenza dei Red Devils è l’ex nazionale inglese Ashley Young, il quale conosce alla perfezione sia l’ambiente di Old Trafford sia i metodi di allenamento del tecnico salentino, avendo conquistato insieme a lui lo Scudetto nella stagione 2020/2021 ai tempi dell’Inter.
Mentre la posizione dell’attuale manager Michael Carrick rimane sotto stretta osservazione a causa dei risultati altalenanti, il nome del cinquantasetteenne allenatore italiano — reduce dall’esperienza sulla panchina del Napoli — continua a circolare con insistenza tra i candidati principali. Lo stesso Conte ha di recente confidato ai microfoni di The Athletic il proprio desiderio di sposare un progetto ambizioso, con l’obiettivo di riportare in alto un top club che abbia smarrito la propria identità vincente.
Metodi di lavoro e tenuta atletica: “I calciatori dello United non corrono abbastanza”
A frenare gli entusiasmi della piazza inglese ci ha pensato tuttavia Young, intervistato dai media britannici. Il giudizio dell’esperto difensore è netto e privo di mezze misure: “Se la squadra non corre e arriva Conte, penso che sarà un disastro“. “Si è parlato moltissimo in Inghilterra delle statistiche sui chilometri percorsi dai giocatori del Manchester United: i parametri fisici attuali della rosa di Old Trafford sono lontanissimi dall’intensità pretesa da Conte nei suoi allenamenti.”
Il veto di Young
Secondo Young, la cultura del lavoro estrema e le richieste tattiche asfissianti del tecnico salentino si scontrerebbero frontalmente con le abitudini attuali dello spogliatoio mancuniano. Senza una totale ed immediata disponibilità al sacrificio atletico, l’insediamento di Conte rischierebbe di provocare un corto circuito immediato all’interno del gruppo squadra, vanificando qualsiasi tentativo di rinascita sportiva.
La palla passa ora alla dirigenza britannica, chiamata a valutare se la rosa attuale possieda la struttura mentale e fisica adatta per sopportare la cura Conte o se sia preferibile virare su profili differenti per la successione in panchina.
