Una svolta non proprio radicale riscrive comunque i vertici del calcio italiano. L’assemblea elettiva riunita a Roma ha espresso un verdetto netto al primo scrutinio, consegnando le chiavi della Federazione a un profilo di grandissima esperienza istituzionale per avviare la ricostruzione dopo il recente flop mondiale, Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e favorito della vigilia.
Il verdetto delle urne: netta vittoria su Abete
Giovanni Malagò è ufficialmente il nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, l’ex numero uno del CONI ha ottenuto una vittoria schiacciante raccogliendo il 68,58% delle preferenze. Lo sfidante Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti ed ex capo di via Allegri, si è fermato al 29,17% dei voti, mentre le schede bianche hanno registrato il 2,25%. Malagò succede così a Gabriele Gravina, dimissionario dopo la dolorosa sconfitta ai rigori contro la Bosnia Erzegovina che ha sancito la terza storica esclusione consecutiva della Nazionale azzurra dalla fase finale della Coppa del Mondo.
Le prime parole e l’asse politico che ha deciso il voto
“Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto“, ha dichiarato a caldo il neo-presidente subito dopo la proclamazione, sottolineando l’importanza della coesione per superare la crisi del movimento. Il successo di Malagò poggia su una coalizione solida e compatta che ha visto convergere i voti della Lega Serie A, della Serie B, dell’Assoallenatori e dell’Assocalciatori. Un blocco d’acciaio che ha reso vana la resistenza di Abete, sostenuto principalmente dal calcio dilettantistico. La nuova governance, che vedrà tra i consiglieri federali anche figure di spicco come i confermati Beppe Marotta e Giorgio Chiellini, eredita un mandato di due anni per completare il ciclo federale e riformare le strutture del Club Italia.
Panchina Azzurra: si accelera per il ritorno di Mancini
Risolta la partita politica, la primissima urgenza sul tavolo di Malagò riguarda la nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale, rimasta senza guida dopo l’addio di Gennaro Gattuso. Tutti gli indizi convergono verso un (non più) clamoroso ritorno di Roberto Mancini. Il tecnico marchigiano, vincitore di Euro 2021 e pentito della successiva fuga in Arabia Saudita nel 2023, ha superato la concorrenza di Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Secondo le ultime indiscrezioni, i senatori della Nazionale avrebbero espresso il loro gradimento per il ritorno del “Mancio”, spinto dal forte desiderio di cancellare i vecchi fantasmi e guidare il gruppo verso l’Europeo 2028 e i Mondiali del 2030.









