Adrien Rabiot è un centrocampista francese mancino, dotato di grande fisicità, tecnica e dinamismo. Alto 188 cm, è in grado di giocare sia da mezzala sia in un centrocampo a due, distinguendosi per progressione palla al piede, recupero del pallone, inserimenti e capacità di coprire ampie zone del campo. Nel corso della carriera ha giocato con Paris Saint-Germain, Juventus, Olympique Marsiglia e Milan, oltre ad aver rappresentato la nazionale francese.
Tra le curiosità più note c'è il ruolo della madre Véronique Rabiot, che è stata a lungo la sua agente e una presenza molto importante nella sua carriera: il suo carattere deciso è diventato quasi famoso quanto quello del figlio. Da ragazzo Rabiot ha inoltre vissuto una breve esperienza in Inghilterra: a soli 13 anni entrò nel settore giovanile del Manchester City, prima di tornare in Francia e approdare al PSG.
Un altro dettaglio particolare riguarda il suo rapporto con Jean-Marc Bosman, il calciatore protagonista della storica sentenza che ha cambiato il mercato dei trasferimenti in Europa: secondo quanto raccontato dallo stesso Bosman, Rabiot e sua madre lo hanno aiutato donandogli 10mila euro in un momento finanziariamente difficile.
Stando a quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, tra le prime idee del nuovo allenatore rossonero c’è anche una possibile svolta tattica per Adrien Rabiot. Il centrocampista francese potrebbe infatti essere utilizzato in una posizione più avanzata, riprendendo un’intuizione già sperimentata da Roberto De Zerbi ai tempi del Marsiglia.
Rabiot può diventare il “trequartista” di Amorim
Il Milan aveva individuato in Konstantinos Karetsas uno dei profili ideali per la zona offensiva, ma il giovane greco ha scelto il Borussia Dortmund. Il club tedesco ha chiuso l’operazione con il Genk per circa 32 milioni di euro più bonus, anticipando i rossoneri.
Senza quel tipo di giocatore, Amorim potrebbe quindi cercare una soluzione interna. E il nome più interessante è proprio quello di Rabiot.
Il francese non ha le caratteristiche tecniche di Karetsas, ma possiede qualità che possono adattarsi alla posizione: fisico, capacità di inserimento, tecnica, intelligenza tattica e soprattutto una notevole disponibilità al lavoro senza palla.
L’intuizione di De Zerbi può tornare utile al Milan
A Marsiglia, De Zerbi aveva utilizzato Rabiot in una posizione più avanzata, sfruttandone gli inserimenti e la capacità di arrivare alla conclusione.
Nella stagione francese il centrocampista aveva mostrato anche una certa efficacia sotto porta realizzando 8 gol e 5 assist giocando in quella posizione in 22 gare.
È proprio questo l’aspetto che potrebbe interessare maggiormente Amorim. Il tecnico portoghese non avrebbe bisogno di trasformare Rabiot in un trequartista classico: potrebbe piuttosto utilizzarlo come uno dei due giocatori alle spalle della punta, chiedendogli di alternare movimenti dentro al campo, inserimenti e lavoro di pressione.
Una soluzione che permetterebbe al Milan di mantenere maggiore equilibrio anche in fase di possesso.
Il nodo del centrocampo con Modric
L’eventuale avanzamento di Rabiot aprirebbe però una questione importante: chi affiancherebbe Luka Modric in mezzo al campo?
Il Milan ha comunque diverse alternative. L’organico comprende giocatori come Ardon Jashari, Samuele Ricci, Yunus Musah, Youssouf Fofana, Ruben Loftus-Cheek e il giovane Christian Comotto.
La sensazione, però, è che Amorim voglia prima valutare attentamente il materiale a disposizione prima di prendere decisioni definitive. Lo stesso allenatore, dopo il precampionato, ha spiegato che il gruppo è numeroso e che sarebbe arrivato il momento di effettuare alcune scelte.
In questo scenario, Rabiot potrebbe rappresentare una delle pedine più importanti per definire l’assetto definitivo della squadra.
Il legame tra Rabiot e il Milan
Un elemento decisivo arriva direttamente dal giocatore.
Dopo il Mondiale 2026, Rabiot ha chiarito pubblicamente di voler ripartire dal Milan. Il centrocampista francese ha spiegato di non aver ancora parlato con Amorim, ma di essere pronto a confrontarsi con il nuovo allenatore una volta terminato il periodo di vacanza.
“Riparto dal Milan? Sì, ovviamente”, ha dichiarato Rabiot, aggiungendo che avrebbe poi parlato con il tecnico e con Mike Maignan. Il francese è legato al Milan da un contratto fino al 2028.
La sua permanenza, quindi, non è più soltanto un’ipotesi di mercato: Rabiot ha manifestato chiaramente la volontà di continuare la propria esperienza in rossonero.
Il ritorno a Milanello e il confronto con Amorim
Dopo le vacanze post-Mondiale, il centrocampista è atteso nuovamente a Milanello per iniziare il lavoro con il nuovo allenatore. Secondo quanto riportato nella rassegna stampa del Milan, Rabiot e Maignan erano attesi intorno al 12 agosto per confrontarsi con Amorim.
Sarà proprio quel confronto a poter chiarire definitivamente il ruolo che il portoghese immagina per il francese.
Il punto di partenza sembra però già chiaro: Rabiot è considerato una pedina importante del nuovo Milan e la sua duttilità può diventare una delle chiavi tattiche della stagione.
Una nuova sfida dopo la separazione da Allegri
Per Rabiot il cambio di allenatore rappresenta anche una nuova sfida personale. Il rapporto con Massimiliano Allegri era particolarmente forte e proprio l’addio del tecnico aveva alimentato qualche dubbio sul futuro del francese.
Rabiot, però, ha scelto di restare.
Il Milan ha mancato nuovamente l’obiettivo Champions League e dovrà ora ripartire sotto la guida di Amorim. Per il centrocampista francese, reduce dal Mondiale 2026 con la Francia, potrebbe quindi iniziare una fase completamente nuova della sua esperienza rossonera.
E proprio il cambio di posizione potrebbe diventare la novità più interessante.
Amorim cerca il suo Rabiot
La vera scommessa sarà capire se il portoghese riuscirà a trasformare Rabiot in un giocatore ancora più decisivo negli ultimi trenta metri senza sacrificarne le qualità da centrocampista.
L’idea “alla De Zerbi” avrebbe proprio questo obiettivo: sfruttare la capacità del francese di correre, inserirsi e attaccare gli spazi, mantenendo allo stesso tempo un giocatore capace di garantire equilibrio.
Per Amorim potrebbe essere una soluzione temporanea in attesa di nuovi rinforzi dal mercato, oppure una vera e propria intuizione destinata a diventare parte integrante del nuovo Milan.
