Lazio, il giornalista Bisignani rivela: “Se Lotito non trova quella cifra entro tale data il destino è segnato”

Gli analisti indicano una deadline che se non rispettate potrebbe portare la Lazio a un ulteriore ridimensionamento finanziario e di conseguenza tecnico.

claudio lotito presidente della Lazio
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La situazione economica della Lazio torna al centro del dibattito nell’ambiente biancoceleste. A riaccendere l’attenzione sui conti del club è stato Luigi Bisignani, giornalista de Il Tempo, intervenuto a Radiosei con un’analisi che ha generato diverse reazioni tra i tifosi.

Secondo quanto riferito da Bisignani, la mobilitazione della tifoseria, tra manifestazioni e contestazione attraverso il mancato rinnovo degli abbonamenti, avrebbe attirato l’interesse di alcuni osservatori e operatori del settore interessati a comprendere meglio la situazione della società.

Il tema principale riguarda però i prossimi mesi e le prospettive finanziarie del club.

Lazio, la cifra indicata dagli analisti

Il numero citato da Bisignani è particolarmente rilevante: “I tempi cambiano e da come dicono gli analisti da qui a dicembre servono 30-40 milioni, altrimenti il destino della Lazio è segnato”.

La cifra, secondo quanto riportato dal giornalista, rappresenterebbe una possibile esigenza finanziaria individuata da alcuni analisti per rafforzare la posizione economica della società e affrontare le prossime scadenze con maggiore margine.

Non si tratta, tuttavia, di un importo ufficialmente indicato dalla FIGC come obbligo di versamento entro dicembre, né di una soglia federale il cui mancato raggiungimento comporterebbe automaticamente conseguenze immediate.

La distinzione è importante: quei 30-40 milioni vengono descritti come una valutazione finanziaria legata a liquidità, equilibrio tra costi e ricavi e capacità del club di sostenere il proprio progetto sportivo.

Bisignani ha inoltre posto una questione relativa alle strategie future della società: la proprietà valuterà eventuali interventi finanziari per sostenere il percorso del club?

Perché dicembre può diventare un periodo da monitorare

Il riferimento a dicembre riguarda il sistema dei controlli economico-finanziari previsti dalla FIGC.

La Lazio dovrà continuare a rispettare i parametri richiesti dal sistema federale e, nel nuovo quadro regolamentare, uno degli indicatori più rilevanti è il Costo del Lavoro Allargato, che prende in considerazione il peso complessivo della gestione sportiva rispetto ai ricavi.

Tra gli elementi considerati rientrano stipendi, ammortamenti, svalutazioni e altri costi collegati alla gestione della rosa.

L’indice di liquidità, che aveva avuto un ruolo centrale nelle precedenti sessioni di mercato, è stato progressivamente affiancato da nuovi strumenti di controllo. Nel giugno 2026 la Lazio ha comunicato di aver ricevuto dalla Commissione indipendente la possibilità di procedere con le operazioni di tesseramento nel rispetto dell’articolo 90 delle NOIF.

Questo passaggio non rappresenta però una valutazione complessiva sul futuro economico del club, ma riguarda il rispetto dei parametri previsti dal sistema federale.

Il nodo non riguarda soltanto il mercato

Ridurre il tema esclusivamente alla campagna acquisti sarebbe quindi limitante.

La questione centrale riguarda la capacità della società di mantenere nel tempo un equilibrio tra entrate e uscite.

Per una società sportiva, eventuali ricavi inferiori alle aspettative possono rendere più complesso il mantenimento dei parametri economici senza interventi sulla struttura dei costi o senza nuove risorse finanziarie.

È in questo contesto che si inserisce la cifra dei 30-40 milioni citata da Bisignani.

Quali scenari potrebbero aprirsi

L’ipotesi più discussa tra i tifosi non riguarda necessariamente un’immediata emergenza societaria, ma la possibilità che una maggiore attenzione ai conti possa incidere sulle strategie future.

Qualora la proprietà decidesse di non procedere con nuovi interventi finanziari, il club potrebbe dover fare maggiore affidamento sulle proprie risorse interne, attraverso una gestione più prudente del mercato e del monte ingaggi.

Uno scenario di questo tipo potrebbe avere riflessi anche sulle scelte sportive, con maggiore attenzione alla valorizzazione dei giocatori e alla sostenibilità economica della rosa.

La protesta dei tifosi e il rapporto con la società

Un altro elemento del quadro riguarda il rapporto tra la proprietà e una parte della tifoseria.

La contestazione nei confronti di Lotito non è un fenomeno recente, ma nel 2026 ha assunto anche una dimensione economica attraverso il mancato rinnovo di alcuni abbonamenti.

Secondo Bisignani, proprio questa mobilitazione avrebbe attirato l’interesse di alcuni soggetti interessati ad approfondire la situazione del club.

La Lazio, tuttavia, nel giugno 2026 ha comunicato che non risultavano trattative per la cessione della società o interlocuzioni ufficiali con nuovi investitori legate alla proprietà.

Al momento, dunque, eventuali scenari di vendita o ingresso di nuovi soggetti restano ipotesi e non fatti accertati.

Lotito e il progetto dello Stadio Flaminio

Nel ragionamento di Bisignani trova spazio anche il progetto relativo allo Stadio Flaminio.

La società biancoceleste ha presentato un piano per la trasformazione dell’impianto nella futura casa della Lazio, con un progetto da circa 50 mila posti e un investimento stimato nell’ordine dei 480 milioni di euro.

L’iter amministrativo prevede diversi passaggi e dovrà confrontarsi con vincoli architettonici, autorizzazioni e valutazioni tecniche legate a un impianto progettato da Pier Luigi e Antonio Nervi.

Il nuovo stadio rappresenterebbe una possibile opportunità strategica per aumentare i ricavi attraverso hospitality, attività commerciali e utilizzo dell’impianto durante tutto l’anno.

Tuttavia, eventuali benefici economici sarebbero legati alla realizzazione dell’opera e arriverebbero necessariamente in una prospettiva futura.

Perché la cifra dei 30-40 milioni resta il punto centrale

La soglia indicata da Bisignani deve quindi essere letta come una stima e non come un obbligo ufficiale. Il mancato versamento dei 19,5 milioni richiesti a giugno ha aperto una falla che si è ampliata con il rosso della semestrale, oltre 20 milioni. Da qui nasce la soglia dei 30 milioni, necessaria per riportare la Lazio dentro i parametri FIGC e presentarsi alla verifica di dicembre con una posizione regolare

Secondo le analisi citate dal giornalista, potrebbe rappresentare la dimensione delle risorse necessarie per rafforzare la posizione finanziaria del club e affrontare con maggiore tranquillità il percorso dei prossimi mesi.

Eventuali interventi potrebbero passare, in base alle strategie della società, da diverse forme di rafforzamento patrimoniale o finanziario.

I 30-40 milioni non costituiscono quindi un conto alla rovescia ufficiale oltre il quale scatterebbe una valutazione relativa alla sostenibilità economica del progetto.

Dicembre rappresenta dunque un periodo da monitorare. L’evoluzione dei ricavi, dei costi e delle scelte della proprietà sarà determinante per comprendere quale direzione prenderà il club.

La partita della Lazio, oltre che sul campo, continuerà a giocarsi anche sul piano economico-finanziario.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.