Ritorno al passato in casa Milan. A breve è attesa l’ufficialità di una notizia che circolava con insistenza nell’ambiente rossonero già da qualche tempo: a partire dalla stagione 2028/2029, il club rossonero tornerà a vestire Adidas, chiudendo dunque la collaborazione con Puma avviata nel 2018. Un accordo importante sia dal punto di vista economico che sotto l’aspetto della storia del club, che con il marchio Adidas sulla maglia ha scritto memorabili che hanno fatto sognare i tifosi.
Milan-Adidas, un legame storico che si rinnova
Quella tra il Milan e Adidas non è una semplice sponsorizzazione, ma un ritorno al passato che profuma di grandi trionfi. Le strade dei rossoneri e del brand tedesco si erano già incrociate in tre storiche fasi: negli anni Settanta, all’alba degli anni Novanta e nel lunghissimo ciclo compreso tra il 1998 e il 2018. Ora, dopo un decennio di separazione, l’intesa è pronta a celebrarsi nuovamente su basi economiche senza precedenti.
Accordo da 500 milioni
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’accordo in questione garantirà al club rossonero circa 50 milioni di euro a stagione per dieci anni, fino al 2038, per un totale di 500 milioni. Per avere un termine di paragone immediato, basti pensare che il rinnovo dell’accordo con Puma sottoscritto nel 2022 fruttava alle casse rossonere circa 30 milioni di euro annui. Un incremento notevole che certifica la crescita esponenziale del brand Milan a livello globale.
La strategia di Gerry Cardinale
Questo maxi-accordo si inserisce in una più ampia e aggressiva strategia di sviluppo voluta dal patron Gerry Cardinale. Sempre più attivo nella gestione del club a tutti i livelli, il patron rossonero sta imprimendo una forte accelerazione per rafforzare la competitività del Milan dentro e fuori dal campo
La mossa di legarsi ad Adidas va di pari passo con un altra questione centrale per il futuro del club: il progetto del nuovo stadio di San Siro. L’operazione legata ai naming rights, affidati a Generali per la cifra di 650 milioni di euro in 25 anni da dividere con l’Inter, dimostra come il Milan e la Milano calcistica siano diventati un polo d’attrazione di primissimo piano per i grandi investitori mondiali.
