Lo straziante addio di Lucarelli a Protti: “Mi ha chiesto di fare 3 cose per lui”

Il commovente addio di Cristiano Lucarelli a Igor Protti: l'ultima telefonata, l'abbraccio sul letto di sofferenza e le tre richieste prima di morire.

Dedica Lucarelli a Igor Protti

Il mondo del calcio piange la scomparsa di Igor Protti, ec attaccante tra la altre di Bari, Lazio, Napoli e Livorno, spentosi a 58 anni dopo una coraggiosa battaglia contro un tumore. A scuotere profondamente i cuori di tifosi e appassionati è il doloroso racconto social del suo storico compagno di reparto e amico fraterno, Cristiano Lucarelli, che ha svelato i dettagli del loro commovente e ultimo incontro.

La telefonata: “Cri, sono arrivato”

Il racconto di Cristiano Lucarelli inizia in un pomeriggio qualunque, interrotto bruscamente da una telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere. Mentre si trovava a bordo del suo scooter, l’ex attaccante ha visto apparire sul display il nome dell’amico di sempre. “Cri, sono arrivato“, le parole flebili ma lucide di Protti dall’altro capo del filo. Davanti alla comprensibile confusione di Lucarelli, Igor ha usato una metafora calcistica per spiegare la drammatica realtà: “Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa“. Una frase che ha raggelato Lucarelli, spingendolo a correre immediatamente da lui.

L’ultimo abbraccio e il peso della malattia

Giunto all’abitazione, Lucarelli ha trovato Protti disteso sul letto in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra, visibilmente segnato nel corpo dal progressivo avanzare del tumore. “Eri leggerissimo, i segni della battaglia contro quella merda di malattia erano visibilissimi” ha scritto l’ex compagno di squadra in un post colmo di commozione. I due ex bomber, che insieme hanno scritto le pagine più gloriose della storia recente del Livorno riportando il club in Serie A, si sono lasciati andare a un pianto liberatorio, stretti in un lunghissimo abbraccio durato diversi minuti sul letto di sofferenza.

Le tre richieste dello Zar prima del fischio finale

Durante quel drammatico e intimo colloquio, Igor Protti ha voluto esprimere i suoi ultimi desideri, affidando a Lucarelli tre compiti ben precisi. Il primo è un inno alla loro straordinaria amicizia, nata sui campi da gioco e cementata nella vita di tutti i giorni: “Voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te“. Sulle altre due richieste, invece, Lucarelli ha preferito mantenere il massimo riserbo personale, dichiarando che la seconda e la terza rimarranno per ora un segreto custodito nel suo cuore.

Il leone che ha resistito fino all’ultimo 

Nonostante la gravità delle sue condizioni cliniche, Protti ha dimostrato fino all’ultimo la stessa grinta e la stessa determinazione che lo avevano reso l’idolo indiscusso delle tifoserie di Livorno e Bari. Lucarelli ha voluto ricordare lo straordinario sforzo dell’amico, capace lo scorso maggio di raccogliere le ultime forze rimaste per accompagnare la figlia all’altare nel giorno del suo matrimonio: “Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste“. Un addio struggente che lascia un vuoto incolmabile, ma che consacra per sempre il legame eterno tra due leggende del calcio italiano.

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