MVP Settembre Serie BKT, Shpendi: “Voglio essere un esempio. Diamanti ci dà coraggio e allegria, e che piede! Vi dico chi è più forte tra me e Stiven”

È Cristian Shpendi del Cesenal'MVP della Serie BKT per il mese di settembre. Il premio è ideato e promosso dal Title Sponsor del campionato BKT in collaborazione con la Lega B

Mvp settembre Serie BKT Cristian Shpendi
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Un inizio di campionato da sogno per Cristian Shpendi, che con 6 reti nelle prime 5 giornate della nuova stagione di Serie BKT ha provato a trascinare un Cesena che deve ancora ingranare sotto la gestione nuova di zecca di mister DIamanti.

In questi primi due mesi di campionato l’attaccante nato ad Ancona ma di nazionalità albanese ha sfoderato prestazioni importanti, che tra l’altro gli sono valse anche l’esordio in gare ufficiali con la maglia dell’Albania. Un rendimento che a livello personale gli ha permesso di mettere in bacheca il premio di MVP della Serie BKT per i mesi di Agosto e Settembre, il primo della sua ancor giovane carriera.

Il trofeo, ideato e promosso dal Title Sponsor del campionato BKT in collaborazione con la Lega B, viene assegnato da una giuria di esperti giornalisti di cui il team di Chiamarsi Bomber ha il piacere di far parte.

Shpendi ha risposto ad alcune domande di Chiamarsi Bomber.

Inizio strepitoso di stagione per te con 6 gol nelle prime 5 di Serie BKT e prestazioni che ti sono valse il titolo di MVP: te lo aspettavi? Qual è il tuo obiettivo personale in termini di gol? Punti al titolo di capocannoniere?

Sicuramente è stata una buona partenza, e devo essere sincero non me l’aspettavo, anche se nella mia testa era un obiettivo partire bene a livello di squadra e personale, segnando un po’ di gol, che fa sempre bene. Come numero di gol non ho un obiettivo preciso, io penso sempre partita dopo partita: entrare in campo, dare il mio contributo alla squadra e cercare di segnare. Non sono fissato su un numero di gol, ma cerco sempre ogni anno cercare di superare quello che ho fatto la stagione precedente (12 gol ndr).

Rispetto agli ultimi anni, in quali aspetti senti di essere cresciuto maggiormente e su cosa pensi di dover ancora lavorare per compiere un ulteriore salto di qualità? 

Ci sono tante cose in cui devo migliorare, a partire dal cercare di essere un punto di riferimento per la squadra e per i compagni. È una cosa su cui sto lavorando molto negli ultimi anni, vorrei cercare di essere anche un esempio per tutti.

Nonostante i tuoi gol, il Cesena non ha raccolto i punti sperati: pensi che la squadra meritasse di più per quanto mostrato in queste prime giornate? 

Credo di sì, credo senza un po’ per sfortuna, ma anche per demerito nostro e cali di concentrazione, avremmo potuto portare a casa qualche punto in più. Abbiamo rivisto i nostri errori cercando di capire i motivi per cui non siamo riusciti a prendere qualche punto in più e stiamo lavorando per cercare di riprenderceli già nelle prossime partite.

Qual è l’obiettivo stagionale della squadra e quali pensi siano le squadre più forti di questa Serie BKT?

La Serie BKT è un campionato particolare, molto tosto. Noi siamo partiti con l’obiettivo di salvarci, di raggiungere il prima possibile la quota salvezza. Poi vedremo quello che riusciremo a raccogliere più avanti, ma il primo obiettivo da raggiungere è la salvezza.

Sei ancora molto giovane, ma per il Cesena puoi essere considerato quasi un veterano. Come hai trovato il Cesena di quest’anno e che impatto ha avuto il nuovo allenatore Diamanti sul gruppo e sul tuo modo di giocare?

Il mister è una pedina fondamentale, sia per la squadra che per me. Ci ha dato tanta fiducia e coraggio, e anche un pizzico di allegria mentre si lavora. Gioia ed etica del lavoro che stanno portando a buoni risultati. A livello personale mi ha aiutato molto, abbiamo parlato ad inizio stagione riguardo cosa devo fare, dove migliorare… ci sta dando una grande mano a tutti. Se ha ancora il piede “caldo”? Devo proprio dire di sì, le batte molto bene…

Sei già a quota 6 gol, ma anche a 3 cartellini gialli, arrivati anche per la tua grande generosità nel pressing. Pensi di dover limitare qualcosa nel tuo modo di giocare oppure l’aggressività e la voglia di aiutare la squadra sono caratteristiche a cui non vuoi rinunciare?

Io devo continuare a giocare con aggressività, mettendo sempre in campo intensità. Certo devo cercare di non prendere i cartellini gialli, quest’anno mi è già capitato un paio di volte di prenderlo per dei momenti “eccessivi” e devo provare a sistemare questo aspetto. Sicuramente però continuerà sull’aggressività. Il mister ci chiede tanto lavoro di pressing, a partire dagli attaccanti. Certo non vorrebbe che prendessi il giallo, questa è una cosa che devo sistemare…

Durante la sosta per le nazionali hai fatto il tuo esordio in gare ufficiali con l’Albania. Quanto è importante per te questa cosa? 

Ero emozionatissimo. Era una cosa in cui speravo e volevo fortemente che accadesse. Poi è capitata proprio a San Marino, un posto con cui ho un legame speciale, ho giocato 4 anni lì quando ero un ragazzino. Esordire poi davanti alla mia famiglia è stato stupendo: penso che in quel momento loro siano state le persone più felici di tutta l’Albania.

Pochi giorni fa i fratelli Esposito hanno giocato insieme con la maglia dell’Italia. Tu e Stiven siete cresciuti insieme e avete condiviso praticamente tutto nel calcio: quanto sarebbe speciale per voi poter indossare un giorno insieme la maglia della Nazionale albanese? 

Ci penso tutti i giorni, è quasi un obiettivo, anche parlandone con Stiven. Sarebbe un sogno essere convocati insieme, magari esorditi e giocare una partita fianco a fianco come hanno fatto i fratelli Esposito. Penso proprio che anche per loro sia stato qualcosa di unico: anche io e mio fratello cercheremo di raggiungere questo sogno. Io sono sicuro riguardo Stiven, prima o poi arriverà anche il suo momento in Nazionale.

Proprio su tuo fratello gemello Stiven: siete entrambi attaccanti e avete intrapreso percorsi diversi. Quanto vi confrontate sul calcio e sulle vostre prestazioni? Quando uno dei due segna, nell’altro prevale la soddisfazione oppure c’è anche un pizzico di competizione?

Noi siamo tanto legati, non siamo semplici fratelli, essendo gemelli abbiamo qualcosa in più che ci lega. Noi ci confrontiamo tutti i giorni, dopo gli allenamenti ci chiamiamo, ci chiediamo com’è andata eccetera. Competizione c’è, sì, ma solo sana: quando magari io non segno ma vedo mio fratello segnare la cosa mi rallegra, vederlo felice rende felice anche me. Se c’è mai capitato di “scambiarci”, tipo a scuola? Beh, noi siamo andati a scuola con la quarantena, quindi da casa diciamo che era un po’ più semplice (ride ndr). Ci sono state situazioni critiche in cui bisognava aiutarsi l’un l’altro…