Dal calcio a un’attività commerciale decisamente fuori dagli schemi, con un’idea nata quasi per caso e diventata un successo inaspettato. Un ex attaccante del Manchester City ha trasformato un soprannome legato alla sua carriera in un vero e proprio business, sfruttando il ritorno di un simbolo storico del tifo inglese. E adesso, mentre la domanda continua a crescere, anche il club è pronto a ordinare decine di migliaia di nuovi prodotti.
Da attaccante del Manchester City a imprenditore: la nuova vita di Imre Varadi
Il protagonista di questa storia è Imre Varadi, ex centravanti che ha vestito la maglia del Manchester City negli anni Ottanta. Oggi, a 67 anni, lavora come procuratore di calciatori, ma una parte importante della sua attività ruota attorno a un prodotto decisamente insolito: le banane gonfiabili.
Tutto nasce dal soprannome “Imre Banana“, che lo accompagnava già durante la carriera da giocatore. Un legame con il passato che Varadi ha deciso di trasformare in un’opportunità commerciale, dando vita a un marchio dedicato proprio a questo oggetto diventato iconico sugli spalti inglesi.
L’intuizione è arrivata nel 2024, durante la convalescenza dopo un intervento chirurgico a un dito del piede. Osservando il ritorno delle banane gonfiabili tra i tifosi del Manchester City, l’ex attaccante ha capito che quella tradizione poteva trasformarsi in qualcosa di più di una semplice moda nostalgica.
Il City ne vuole altre 30.000: un successo inatteso
A raccontare i dettagli dell’iniziativa è stato lo stesso Varadi in un’intervista al Telegraph. Il Manchester City avrebbe già acquistato 11.000 banane gonfiabili, con l’intenzione di ordinarne altre 30.000 per soddisfare la richiesta dei sostenitori.
Un risultato sorprendente per un’attività nata da un’intuizione personale e legata a una tradizione calcistica di quasi quarant’anni fa. Il prodotto, realizzato attraverso un marchio ufficiale e con il coinvolgimento del club e dello sponsor tecnico Puma, ha attirato l’attenzione anche fuori dall’Inghilterra.
A contribuire alla popolarità è stato anche Phil Foden, che dopo la vittoria per 3-2 contro l’Ipswich Town si è presentato con una banana gonfiabile durante un’intervista post-partita. L’immagine ha fatto il giro dei social, dando ulteriore visibilità al fenomeno.
Il successo ha raggiunto persino il mondo della musica: secondo Varadi, il club gli aveva chiesto dieci banane gonfiabili da consegnare agli Oasis in occasione della reunion della band.
Il soprannome nato nel 1987 che ha cambiato tutto
Per capire come sia nata questa storia bisogna tornare alla stagione 1986-87. Varadi era arrivato al Manchester City dal West Bromwich Albion per 50.000 sterline e aveva concluso l’annata come miglior marcatore della squadra, con nove reti, senza riuscire a evitare la retrocessione.
La leggenda delle banane gonfiabili sugli spalti di Maine Road, il vecchio stadio dei Citizens, cominciò proprio in quel periodo. Nel 1987 un tifoso di nome Frank Newton portò una banana gonfiabile a una partita. Quando il pubblico iniziò a invocare l’ingresso in campo di Varadi, il coro si trasformò in “Imre Banana“.
Da quel momento il soprannome rimase legato all’attaccante, mentre l’usanza degli oggetti gonfiabili si diffuse tra i tifosi inglesi, diventando uno dei fenomeni più riconoscibili del tifo britannico.
Dai gol al business: una seconda carriera fuori dagli schemi
Varadi lasciò il Manchester City dopo 81 presenze e 31 gol, proseguendo la carriera allo Sheffield Wednesday. Quasi quarant’anni dopo, quel capitolo della sua esperienza calcistica è tornato a offrirgli un’opportunità inaspettata.
Il suo è un esempio curioso di come la storia di un club e le tradizioni dei suoi tifosi possano trasformarsi in un’attività commerciale. Le banane gonfiabili non sono soltanto un oggetto divertente, ma un simbolo che richiama un’epoca precisa del calcio inglese e che oggi trova una nuova generazione di appassionati.
Quanto valga esattamente il business non è stato reso noto, quindi non è possibile confermare cifre precise sui guadagni o parlare di milioni di profitti. Ma con il Manchester City pronto a ordinare altre 30.000 banane, la curiosa intuizione di Imre Varadi sembra avere ancora ampi margini di crescita.
