Kenan Yildiz è un attaccante moderno classe 2005, attualmente tra i talenti più interessanti del calcio europeo, cresciuto tra Germania e Turchia e affermatosi nella Juventus dopo un percorso giovanile iniziato nel settore del Bayern Monaco. Tecnicamente è un giocatore molto completo: abbina una buona struttura fisica a un’eccellente qualità nel controllo palla, cosa che gli permette di giocare sia da esterno offensivo sia da trequartista. La sua caratteristica principale è la capacità di muoversi tra le linee con naturalezza, ricevendo palla in spazi stretti e trasformando rapidamente l’azione offensiva grazie a dribbling rapidi e a una notevole pulizia tecnica nei primi tocchi. È efficace nell’uno contro uno, ma anche nel gioco combinato, perché sa dialogare con i compagni e rifinire l’azione con passaggi precisi e intelligenti.
Dal punto di vista realizzativo possiede un tiro potente e ben calibrato, soprattutto dalla media distanza, mentre la sua personalità in campo lo porta a cercare spesso la giocata decisiva anche nei momenti più complessi della partita. Nonostante la giovane età, mostra già una buona maturità tattica e una notevole capacità di leggere le situazioni di gioco.
Tra le curiosità, Yildiz ha scelto di rappresentare la Nazionale turca nonostante la formazione calcistica in Germania, dove è nato e cresciuto. È considerato un leader silenzioso, inizialmente molto riservato fuori dal campo ma progressivamente più sicuro anche caratterialmente. Il suo stile di gioco viene spesso associato a quello dei grandi trequartisti moderni per tecnica e visione, ma con un’impronta fisica più strutturata rispetto alla media del ruolo, dettaglio che lo rende ancora più versatile e difficile da contenere. Molti lo paragonano ad Alessandro Del Piero che Kenan ha spesso omaggiato emulandone le esultanze.
Il Mondiale della Turchia si chiude nel peggiore dei modi. Non bastasse il pesantissimo ko contro il Paraguay, che è valso la prematura e dolorosa eliminazione dal torneo, la selezione guidata dal commissario tecnico italiano Vincenzo Montella deve ora fare i conti con un vero e proprio terremoto interno. Al centro della bufera c’è Kerem Akturkoglu, protagonista di un bruttissimo e accesissimo diverbio con i tantissimi sostenitori turchi che affollavano le tribune del Levi’s Stadium di Santa Clara.
L’esperimento di Montella e il vaffa ai tifosi
La tensione è esplosa all’inizio del secondo tempo della sfida mondiale. Montella, nel tentativo di dare una scossa ai suoi, ha deciso di richiamare in panchina l’esterno offensivo, autore fino a quel momento di una prestazione decisamente da dimenticare. Il classe 1998 è stato schierato dall’allenatore italiano come prima e unica punta nel suo 4-2-3-1, ripetendo un esperimento tattico già fallito nel match d’esordio contro l’Australia.
Al momento della sostituzione, dagli spalti è piovuta una selva di fischi e pesanti critiche. A quel punto Akturkoglu ha perso la testa: ha risposto per le rime ai propri sostenitori, mandandoli palesemente a quel paese a favor di telecamere.
Spogliatoio spaccato: negato il saluto a Yilmaz
La furia del calciatore non si è placata nei metri successivi. Completamente fuori di sé, Akturkoglu ha imboccato direttamente la via degli spogliatoi, rifiutandosi di salutare il compagno di squadra Baris Yilmaz, che stava per rilevare il suo posto in campo e che è rimasto visibilmente attonito a bordocampo per il mancato cambio. Un atteggiamento di totale rottura che ha infiammato ancora di più gli animi dei supporter turchi, furiosi per la mancanza di rispetto e per l’andamento del Mondiale.
Il popolo del web insorge: lanciata la petizione
Il caos dal campo si è immediatamente trasferito sui social network, in particolare su X, dove i fan turchi hanno dato il via a una clamorosa petizione per chiedere l’esclusione definitiva del giocatore dalla Nazionale. “È così che si trattano i tifosi che sono venuti fin dall’altra parte del mondo per sostenerti? Akturkoglu fuori dalla Turchia” scrive un sostenitore imbufalito, seguito da migliaia di commenti dello stesso tenore. Per la Turchia e per Montella, i Mondiali finiscono nel segno del caos più totale.










