L’esito degli ultimi accertamenti medici sulle condizioni di Alessandro Buongiorno ha suonato come un pesante campanello d’allarme per l’ambiente partenopeo. Con un rientro previsto soltanto a 2027 inoltrato, il Napoli perde il pilastro attorno a cui era stato costruito l’intero impianto difensivo della stagione. L’ex centrale del Torino garantiva non soltanto centimetri, aggressività e capacità di anticipo nei duelli individuali, ma rappresentava la prima risorsa nel guidare i saliti della linea e nel guidare la prima impostazione della manovra.
In attesa che la sessione invernale di calciomercato porti in dote il primo obiettivo indicato dalla dirigenza e dallo staff tecnico — ovvero il centrale dell’Udinese Oumar Solet, per il quale la società è pronta a investire circa 20 milioni di euro —, Massimiliano Allegri deve trovare soluzioni d’emergenza immediate tra le risorse già presenti in rosa per affrontare un ciclo di ferro in Serie A e in Europa.
Rrahmani leader e il rilancio di Badiashile: la strada della continuità
La prima opzione sul tavolo del tecnico livornese prevede la conferma della difesa a quattro, con uno spostamento delle responsabilità di leadership interamente sulle spalle di Amir Rrahmani. Il centrale kosovaro, abituato a gestire compiti di copertura, sarà affiancato da Badiashile o Beukema, chiamati a rilevare le mansioni sul centro-sinistra occupate finora da Buongiorno.
Beukema garantisce esperienza e conoscenza delle dinamiche di spogliatoio, ma la sua interpretazione del ruolo differisce in maniera sostanziale da quella del compagno infortunato: meno aggressivo nell’accorciare in avanti e più propenso a scappare verso la propria porta. Questo cambiamento di caratteristiche costringerà la linea difensiva a mantenere un baricentro leggermente più basso, riducendo gli spazi alle proprie spalle per evitare di concedere ripartenze veloci agli attaccanti avversari.
L’ipotesi passaggio alla difesa a tre per proteggere il reparto
L’altra strada al vaglio dello staff tecnico è il passaggio strutturato a un 3-5-2 o 3-4-2-1, modulo ben conosciuto da Allegri e ideale per mascherare le lacune individuali attraverso una maggiore densità centrale. Con l’inserimento di un terzo elemento centrale e l’abbassamento dei quinti di centrocampo in fase di ripiegamento, il Napoli aumenterebbe la protezione davanti alla propria area di rigore.
In questo scenario, la flessibilità tattica dei terzini diventerebbe fondamentale: l’arretramento sulla linea dei difensori di giocatori dotati di buona struttura atletica permetterebbe di mantenere uscite pulite in fase di possesso, garantendo al contempo raddoppi sistematici sulle corsie esterne. Una soluzione di transizione pensata per blindare il risultato e traghettare la squadra senza danni fino all’apertura delle trattative di gennaio.
