In casa Napoli il clima attorno alla figura di Massimiliano Allegri si fa sempre più rovente sul piano mediatico, ma la posizione dei vertici societari rimane monolitica. Nonostante un avvio di stagione da incubo caratterizzato da cinque sconfitte nelle prime nove uscite ufficiali, con lo spauracchio di arrivare a sette ko su undici dopo le delicate sfide contro Bodo/Glimt in Europa e Roma in campionato, il presidente Aurelio De Laurentiis non ha il minimo dubbio sulla bontà della propria scelta tecnica. Come riportato dall’edizione de Il Mattino, il patron azzurro sarebbe andato su tutte le furie prima dell’ultimo match di campionato di fronte a un sondaggio televisivo di DAZN che metteva in discussione la panchina del mister livornese. Per la proprietà il messaggio è chiarissimo: “Max non si tocca, si va avanti con lui“, una posizione che il presidente è pronto a ribadire a chiare lettere anche ai giocatori negli spogliatoi.
Il ruolo di parafulmine e le responsabilità di De Laurentiis e Manna
L’allenatore toscano, forte della sua pluriennale esperienza ad alti livelli e costantemente abituato a gestire la pressione dei media, continua a fare da vero e proprio parafulmine per l’intero ambiente. La sua presenza protegge e assorbe le pesanti responsabilità della società, a partire dalle scelte di mercato condivise tra De Laurentiis e il direttore sportivo Giovanni Manna. In un contesto in cui la piazza pretende risposte immediate, Allegri rappresenta lo scudo ideale per permettere alla dirigenza di lavorare al riparo da scossoni esterni, evitando che la rabbia dei tifosi colpisca direttamente la gestione strategica del club.
Contratto blindato e zero passi indietro
A fugare ogni potenziale scenario di ribaltone imminente subentra anche la solidità dell’accordo economico in essere. Allegri è legato al club partenopeo da un contratto triennale da 6 milioni di euro a stagione, un investimento imponente che esclude a priori ipotesi di esonero o di dimissioni volontarie. L’allenatore non ha alcuna intenzione di fare un passo indietro, convinto di poter invertire l’inerzia negativa e guidare il Napoli fuori dalla crisi attraverso il lavoro quotidiano a Castel Volturno. In fondo ADL deve proteggere Allegri e la sua scelta: lo preferì in estate a Italiano e Sarri…
