Il nuovo corso della Federcalcio targato Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo registra un altro doloroso rifiuto dopo i sondaggi per la panchina. Anche Gianluigi Buffon ha deciso di declinare la proposta di rientrare nei quadri della Nazionale con una veste rinnovata.
Un inizio in salita per la nuova dirigenza azzurra
La ripartenza del Club Italia, affidata alla visione strategica di Paolo Maldini nel ruolo di direttore tecnico e al supporto di Leonardo come advisor, sta affrontando un avvio ben più complesso del previsto. Dopo aver incassato i rifiuti di profili di calibro internazionale per la guida tecnica come Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, i vertici della FIGC contavano di poter blindare la struttura organizzativa puntando su una figura iconica e carismatica della storia recente azzurra. La scelta era ricaduta sul profilo di Gigi Buffon, già capo delegazione della Nazionale fino ai mesi scorsi sotto la gestione di Gennaro Gattuso. Tuttavia, le speranze di riaverlo immediatamente nei ranghi federali si sono scontrate con la ferma volontà dell’ex portiere campione del mondo.
La proposta sul tavolo: un ruolo ponte tra campo e spogliatoio
Come rivelato dalla Gazzetta dello Sport, la trattativa era stata avviata direttamente da Giovanni Malagò, che aveva preannunciato a Buffon il contatto da parte della coppia Maldini-Leonardo. La telefonata tra l’ex capitano e la nuova dirigenza è puntualmente arrivata, con una proposta dettagliata sul piatto: un incarico operativo assimilabile a quello di team manager, pensato per sfruttare appieno la sua leadership e il suo bagaglio d’esperienza a contatto quotidiano con il gruppo della Nazionale maggiore e con le selezioni giovanili. Nei piani della Federazione, la presenza di Buffon avrebbe dovuto fare da cerniera tra l’area tecnica, gli atleti e i vertici societari, fornendo un punto di riferimento fondamentale dentro e fuori dal campo.
I motivi del no: la spinta verso un percorso formativo e il bisogno di uno stop
Nonostante la profonda stima e l’affetto che lo legano all’ambiente azzurro e ai suoi ex compagni, Buffon ha preso qualche giorno di riflessione prima di comunicare la sua scelta definitiva. La decisione di declinare l’offerta nasce da due motivazioni fondamentali legate alla sua carriera e alla sfera personale. Da una parte, l’ex portiere sente la necessità di un momento di stacco dopo anni trascorsi senza interruzioni tra la lunghissima attività agonistica e il repentino passaggio al ruolo dirigenziale con la Nazionale. Dall’altra parte, Buffon intende ora strutturare e perfezionare la propria figura manageriale, dedicandosi allo studio e alla formazione in contesti gestionali distanti dalla quotidianità del rettangolo di gioco, così da acquisire competenze dirigenziali a tutto tondo per il proprio futuro.
Prospettive e prossimi passi per la FIGC
Il gran rifiuto di Gigi Buffon obbliga ora Paolo Maldini e Leonardo a ridefinire la mappa degli inserimenti per l’organico del Club Italia. Se da un lato il no di un punto di riferimento così importante rappresenta un ostacolo, dall’altro impone al nuovo gruppo dirigente di accelerare sia sulla scelta del nuovo Commissario Tecnico sia sulla definizione di un organigramma solido e condiviso per affrontare le imminenti sfide della Nazionale.









