Forse c’è ancora speranza per il calcio italiano, Fabregas incorona il 17enne Riccardo Cassano: “È come Pirlo e Busquets”

Il tecnico del Como Cesc Fabregas ha voluto fortemente in prima squadra Riccardo Cassano che a sua detta gli ricorda Pirlo e Busquets

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Il prossimo talento del Como potrebbe essere già dentro casa. Si chiama Riccardo Cassano, è nato nel 2009 e da qualche tempo ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra, attirando l’attenzione di uno degli uomini che più di tutti conoscono il calcio a centrocampo: Cesc Fabregas.

Non è ancora una promessa pronta per il calcio professionistico e sarebbe prematuro caricarlo di aspettative. Ma c’è un dettaglio che rende la sua storia particolarmente interessante: Fabregas non si è limitato a notarlo. Ha parlato di lui in termini estremamente significativi, paragonandone alcune caratteristiche a quelle di due maestri assoluti del ruolo come Andrea Pirlo e Sergio Busquets.

“Capisce il calcio”, è il concetto che circola intorno al giovane centrocampista. E per un giocatore della sua età, probabilmente, è uno dei complimenti più importanti che si possano ricevere.

Chi è Riccardo Cassano

Riccardo Cassano è nato il 1° luglio 2009 ed ha quindi 17 anni compiuti da poco più di un mese. È italiano e rappresenta uno dei giovani cresciuti all’interno del percorso giovanile del Como.

Il suo ruolo è quello del centrocampista centrale, con caratteristiche da playmaker. Può agire davanti alla difesa oppure qualche metro più avanti, ma il suo tratto distintivo sembra essere soprattutto uno: la capacità di leggere ciò che sta per succedere prima ancora che accada.

È una qualità innata, impossibile da allenare.

Cassano non sembra avere bisogno di toccare il pallone continuamente per essere coinvolto nella partita. Al contrario, una delle caratteristiche che avrebbero colpito maggiormente lo staff è proprio la sua capacità di semplificare.

Ricevere, guardare, scegliere. E farlo rapidamente.

Il dettaglio che ha colpito Fabregas

È stato lo stesso Fabregas a raccontare il percorso attraverso il quale ha iniziato a osservare con maggiore attenzione Cassano.

Il giovane centrocampista avrebbe iniziato ad allenarsi con la prima squadra circa tre mesi prima della conclusione della stagione. La prima impressione non sarebbe stata necessariamente quella di trovarsi davanti a un talento fuori dal comune.

Poi qualcosa è cambiato.

Allenamento dopo allenamento, Cassano ha iniziato a mostrare una caratteristica che Fabregas considera fondamentale per un centrocampista: la capacità di rendere semplice il gioco.

È proprio qui che entra in gioco il paragone con Pirlo e Busquets.

Come Pirlo e Busquets

Fabregas ha spiegato al Corriere dello Sport di aver visto nei due grandi centrocampisti una caratteristica particolare: erano giocatori fortemente condizionanti.

Il riferimento è alla capacità di influenzare la prestazione collettiva senza necessariamente apparire sempre protagonisti.

Quando Pirlo giocava bene, tutto sembrava funzionare. Quando Pirlo giocava male, anche la squadra ne risentiva.

Lo stesso, secondo Fabregas, accadeva con Busquets.

E proprio questa capacità di essere centrale nel funzionamento della squadra è ciò che l’allenatore ha iniziato a intravedere in Cassano.

In Riccardo io credo molto”, è il concetto espresso da Fabregas parlando del giovane centrocampista.

Parole pesanti, soprattutto perché arrivano da un tecnico che ha trascorso gran parte della propria carriera proprio in quella zona del campo.

Il Como può avere un talento “fatto in casa”

La storia di Cassano si inserisce perfettamente nella filosofia che il Como sta cercando di costruire anche sul settore giovanile.

Il club non vuole soltanto acquistare giocatori già formati. L’obiettivo è anche individuare e sviluppare giovani capaci di assimilare una precisa idea di calcio.

E un centrocampista con le caratteristiche di Cassano può essere particolarmente interessante proprio perché il ruolo del regista richiede una formazione tattica molto specifica.

Se il giocatore riuscirà a completare il proprio sviluppo, il Como potrebbe ritrovarsi in casa un profilo costruito secondo la propria identità.

Tra Primavera e Prima squadra

Il percorso più logico per Cassano è continuare a crescere attraverso un inserimento progressivo nelle categorie superiori.

Il passaggio alla Primavera rappresenterebbe un banco di prova molto più impegnativo rispetto all’Under 17 e permetterebbe al Como di valutare il suo rendimento contro avversari più vicini, per età e struttura, al calcio professionistico.

Parallelamente, però, è possibile che continui a gravitare intorno alla prima squadra.

E questo potrebbe diventare il vero acceleratore della sua crescita e chissà che non possa debuttare in Serie A proprio in questa stagione.


Fabrizio Piepoli

Fabrizio Piepoli

Direttore Responsabile

Direttore Responsabile di Chiamarsi Bomber. Giornalista pubblicista con oltre un decennio di esperienza nel settore del digital publishing sportivo. Coordina la linea editoriale della testata, assicurando l'accuratezza dell'informazione e l'integrità giornalistica. Esperto di strategie media e comunicazione sportiva, guida lo sviluppo della testata giornalistica dal 2018.